Lo prevede il decreto approvato dal Parlamento. I sindaci di Napoli, Bacoli e Pozzuoli: «Sbagliato non approvare il sisma-bonus»

Nessun sisma bonus per mettere in sicurezza le abitazioni private nell’Area Flegrea interessate dai terremoti del bradisismo. Ogni valutazione di investimenti da parte dello Stato per aiutare i residenti a rendere le loro case più «resilienti», è rinviata a tempi futuri. Ma l'aspetto più interessante del decreto-legge sui Campi Flegrei (che dopo l’approvazione alla Camera viaggia spedito verso la conversione in legge), riguarda il destino dei residenti nell’area rossa, oltre mezzo milione di persone. Infatti, se i piani di evacuazione della Protezione civile nazionale prevedono in caso di bisogno il gemellaggio con altre regioni italiane «accoglienti», l’articolo 6 del decreto introduce la possibilità che nell’ipotesi di allontanamento dalle loro abitazioni, i residenti flegrei finirebbero in altre località della Campania, sia pure temporaneamente. A organizzare il tutto una squadra di dieci persone chiamata a coordinare gli interventi, sotto la guida di Fabrizio Curcio, numero uno della Protezione civile nazionale, sarà responsabile di «allestimento di aree e strutture temporanee per l’accoglienza della popolazione, anche al di fuori del territorio della Città metropolitana di Napoli» (il comma non dice al di fuori della Campania). Vengono autorizzate procedure di somma urgenza per l’allestimento delle strutture, mentre ai «comuni interessati» viene concesso di «provvedere anche in deroga alle destinazioni d’uso previste dai vigenti strumenti urbanistici». Abbastanza contenuta la cifra stanziata per l’attuazione della procedura: 4.050.000 euro per il 2023, ai comuni interessati all’accoglienza verranno direttamente trasferiti in totale 4 milioni di euro.

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Ma se la permanenza temporanea nella propria regione potrebbe essere salutata con favore dai residenti flegrei, non si può dire altrettanto della mancata introduzione del sisma-bonus. Prima di conoscere l’entità degli aiuti dello Stato, infatti, bisognerà attendere la conclusione dell’«analisi di vulnerabilità sismica dell’edilizia privata»; solo allora si potranno conoscere le «idonee misure di mitigazione e la stima del relativo bisogno finanziario». L’articolo 2 del decreto a riguardo è molto chiaro. Inevitabili le critiche delle opposizioni che parlano di «bicchiere mezzo vuoto».
Antonio Caso, parlamentare del M5S lamenta: «Dal governo sono arrivati solo no: no al sisma-bonus 110%, no al potenziamento della rete di monitoraggio; no all’aggiornamento dei piani di emergenza vulcanica; no all’analisi di vulnerabilità del patrimonio archeologico; no a un osservatorio permanente per monitorare edifici e infrastrutture». Ancora più duro il Pd. Marco Sarracino, responsabile Sud del partito denuncia: «Incomprensibile la scelta di bocciare il super sisma-bonus che, tra l’altro, era stata avanzata anche dai sindaci del territorio di diversa estrazione politica. Evidentemente i residenti dei Campi Flegrei, per la destra devono arrangiarsi. Riteniamo inaccettabile anche il silenzio degli eletti nella destra di quel territorio».
Anche Italia viva è critica. Maria Chiara Gadda, vicepresidente del gruppo dice: «È un primo passo per riconoscere la specificità del fenomeno bradisismo e dei problemi collegati, ma mancano del tutto le risorse, perciò ci siamo astenuti». Ovviamente è soddisfatto il relatore del disegno di legge, il leghista casertano Gianpiero Zinzi: «Governo e Parlamento hanno messo in campo un impegno senza precedenti, sono state stanziate risorse per 55 milioni». E poi una frecciata a De Luca: «Risulta non pervenuto, come fosse un turista svedese che atterra per la prima volta in Campania. Invece è commissario per l’emergenza da 8 anni».

Ma c'è una critica che arriva dai sindaci di Napoli, Bacoli e Pozzuoli. «Riteniamo sbagliata la scelta di non approvare il Sisma Bonus per i Campi Flegrei - precisano in una nota Gaetano Manfredi, Josi Della Ragione e Luigi Manzoni - continueremo ad insistere affinché il Governo possa dare priorità a questo strumento necessario per rendere resilienti i Campi Flegrei al bradisismo. E per dare maggiori certezze di sicurezza a migliaia di persone. Gli emendamenti approvati al decreto 140 sono un nuovo importante passo per affrontare, in modo preventivo e strutturale, la problematica del bradisismo. Dall’assunzione di personale all’accelerazione sui lavori per realizzare le vie di fuga. Ma c’è ancora tanto da fare. Il Governo ed il Parlamento ascoltino fino in fondo le esigenze del nostro territorio».

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1 dicembre 2023

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Campi Flegrei, in caso di evacuazione gli sfollatiaccolti in altri Comunidella Campania

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01.12.2023

Lo prevede il decreto approvato dal Parlamento. I sindaci di Napoli, Bacoli e Pozzuoli: «Sbagliato non approvare il sisma-bonus»

Nessun sisma bonus per mettere in sicurezza le abitazioni private nell’Area Flegrea interessate dai terremoti del bradisismo. Ogni valutazione di investimenti da parte dello Stato per aiutare i residenti a rendere le loro case più «resilienti», è rinviata a tempi futuri. Ma l'aspetto più interessante del decreto-legge sui Campi Flegrei (che dopo l’approvazione alla Camera viaggia spedito verso la conversione in legge), riguarda il destino dei residenti nell’area rossa, oltre mezzo milione di persone. Infatti, se i piani di evacuazione della Protezione civile nazionale prevedono in caso di bisogno il gemellaggio con altre regioni italiane «accoglienti», l’articolo 6 del decreto introduce la possibilità che nell’ipotesi di allontanamento dalle loro abitazioni, i residenti flegrei finirebbero in altre località della Campania, sia pure temporaneamente. A organizzare il tutto una squadra di dieci persone chiamata a coordinare gli interventi, sotto la guida di Fabrizio Curcio, numero uno della Protezione civile nazionale, sarà responsabile di «allestimento di aree e strutture temporanee per l’accoglienza della popolazione, anche al di fuori del territorio della Città metropolitana di Napoli» (il comma non dice al di fuori della Campania).........

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